Le Reti Sociali nel Content Marketing

L’evoluzione dei social media, oggi utilizzati dalla maggior parte degli internauti, apre nuove strade alle strategie di marketing online. Tali strumenti possono infatti aiutarvi a raggiungere un pubblico mirato, a diffondere il vostro marchio e a consolidare, di conseguenza, il vostro business.
Sebbene aprire un account su Twitter o creare una pagina Facebook non sia affatto complicato, adoperare tali mezzi per dare vita a una solida community può non rivelarsi altrettanto semplice. Indispensabile è una giusta strategia di content marketing, sapientemente applicata alle reti sociali.

Reti Sociali e Content Marketing

Reti Sociali: le 3 tappe fondamentali

Partecipare, anticipare e consolidare sono i tre assunti fondamentali per chiunque voglia accostarsi in modo proficuo al mondo social.

La partecipazione rappresenta un importante investimento in termini di tempo ed energie, ma è essenziale per stabilire un rapporto autentico e diretto con il pubblico e per dare alla propria azienda un’immagine più “umana”, concreta e accattivante.

Anche l’aspetto dell’anticipazione non andrebbe sottovalutato. Generare attesa può rivelarsi un’ottima soluzione per fidelizzare l’utenza. Per questo, è buona norma prevedere una serie di contenuti sequenziali, che si adattino fra loro in maniera orchestrale, quasi come fossero i pezzi di un puzzle, e che suggeriscano particolari aspettative nella propria utenza.

Per consolidare il proprio lavoro sulle reti sociali, sono infine indispensabili due ingredienti fondamentali: la pazienza e la costanza. Se è infatti inverosimile immaginarsi una crescita esponenziale dei propri followers in pochi giorni, un lavoro continuo e metodico è spesso premiato, con la conseguenza che l’azienda ne beneficia in credibilità e autorevolezza.

Gli strumenti per lavorare con i Social Network

Innumerevoli sono i tools, gratuiti e a pagamento, sviluppati per semplificare le attività di marketing sui social media. Vediamone alcuni, differenti per caratteristiche e funzioni:

ManageFlitter
ManageFlitter è un servizio dedicato agli utilizzatori di Twitter. Fra le sue funzioni più interessanti, figura la ricerca targettizzata delle persone alle quali connettersi, la cancellazione automatica degli account spam e inattivi e la possibilità di programmare la pubblicazione dei tweet nei momenti in cui i propri followers risultano maggiormente presenti. Inoltre, è possibile ottenere dati analitici e statistiche dettagliate sulle performance del proprio account.

Zapier
Pensato per automatizzare le più comuni operazioni sui social media, Zapier collega centinaia di diverse piattaforme e ne facilita la stessa interazione. La mission primaria del servizio è quella di rendere immediata la comunicazione: per questo, sincronizza qualsiasi account di posta elettronica con i social network, tiene traccia della menzione di specifiche parole chiave o invia un SMS quando si ricevono notifiche da parte di un utente selezionato.

Post Planner
Post Planner è una potente applicazione per la gestione dei contenuti, sviluppata per Facebook. Tale strumento permette di programmare la pubblicazione di post, con possibilità di ripeterli a intervalli regolari e di impostare notifiche via e-mail. A differenza di altri servizi analoghi, l’app offre un vasto database contenente i più recenti aggiornamenti di stato su una specifica tematica, definita dall’utente, permettendo così di individuare i trend del momento e i temi più apprezzati dalla propria nicchia di mercato.

Social Media e Content Marketing: le “regole” essenziali

  • Ad ognuno… il suo canale: Sebbene il concetto di condivisione resti onnipresente, ogni servizio social ha le sue peculiarità e, di conseguenza, una sua utenza più o meno specifica. Se, ad esempio, vendete accessori handmade, potreste scegliere di puntare su Pinterest per dare ampio spazio al vostro catalogo prodotti e giocare soprattutto sull’impatto visivo. Al contrario, se vi trovate a gestire una grande impresa, magari preferirete un profilo professionale su LinkedIn. Google+ potrebbe invece venirvi in soccorso se siete autori freelancer e cercate altresì un modo per attribuire paternità ai vostri contenuti. Per orientarsi fra le innumerevoli piattaforme sociali, un valido aiuto è offerto dall’analisi dei competitor, nonché da un’approfondita conoscenza del social media di proprio interesse e delle sue dinamiche interne.
  • Calendarizzazione: Un’attività efficace di social marketing deve essere scandita nelle sue tempistiche da un calendario editoriale ben definito, che tenga conto del livello di presenza e di attività dei propri followers. Oltre a semplificare l’aspetto della pianificazione dei contenuti, tale premura facilita un più attento monitoraggio dell’efficacia della propria strategia, poiché permette di verificare i risultati attesi entro un determinato lasso di tempo.
  • Contenuti diversificati: Essere versatili è la regola numero uno per raggiungere un pubblico maggiore e per individuare gli argomenti più “caldi”. Ai contenuti autoreferenziali, può essere spesso utile integrare la condivisione di post, video, eBook altrui, purché di qualità e inerenti alle tematiche della propria nicchia.

Come evidente, l’implementazione dei social media alla propria attività di content marketing ha lo scopo di raggiungere i potenziali clienti e di fidelizzare i più affezionati, coinvolgendoli su un piano completamente differente, più emozionale e partecipato rispetto al tradizionale rapporto “venditore/cliente”. Ma il ruolo dei social network è anche quello di diffondere e rendere solida l’immagine aziendale, con la diretta conseguenza di dare valore al proprio brand.

Visto il peso rilevante sulla credibilità stessa dell’azienda, improvvisare una campagna promozionale sui social media non è mai consigliabile. Meglio affidarsi a un’azienda professionale, come Softplace, capace di garantire un servizio studiato su misura, che tenga conto delle singole esigenze di ogni impresa e che sappia valorizzarne al meglio le stesse potenzialità.

Pianificare la diffusione dei propri contenuti

Pianificare la diffusione dei contenuti

La creatività è certamente essenziale per intraprendere una campagna di content marketing di successo, ma non è sufficiente. Anche un contenuto unico, pertinente e di qualità risulta del tutto inefficace se non raggiunge opportunamente l’utenza alla quale è destinato. Una cura particolare va quindi dedicata alla sua visibilità, pianificando una strategia di diffusione su larga scala.

Diffusione di contenuti nel content marketing: stilare un piano vincente

Prima di progettare un vero e proprio programma di diffusione dei contenuti, si rende necessaria un’analisi ragionata della situazione attuale e delle risorse disponibili.

Quali canali di diffusione utilizza la vostra azienda? Può essere utile integrare nuove piattaforme, come un blog, una pagina Facebook, un account Twitter? Quali mezzi si sono invece rivelati un inutile dispendio di energie? Sebbene possa apparire banale, questa valutazione situazionale vi aiuterà a stilare un bilancio complessivo, a stabilire le priorità e a vagliare un approccio tattico più proficuo.

Se a tali considerazioni si accompagna un’analisi attenta dei dati (accessi al sito, provenienza delle visite, permanenza sulla pagina web) diventerà inoltre più semplice definire i singoli obiettivi in maniera realistica e concreta. Nota: a tal proposito diventa essenziale l’adozione di strumenti di analisi del traffico e di heat mapping: ad esempio Google Analytics, Piwik, CrazyEgg sono tra i più diffusi; su questo punto ci torneremo.

In seguito, potrete quindi passare a stilare un piano editoriale dettagliato, definendo con precisione i canali sui quali puntare, le tempistiche di pubblicazione e persino lo stesso tono, amichevole o formale, riservato agli utenti.

Principali canali di diffusione gratuiti

  • La posta elettronica: la newsletter, specie se strutturata in maniera accattivante e poco invadente, può rappresentare un’ottima risorsa per indirizzare gli utenti verso i propri contenuti. Fate tuttavia attenzione a non incappare nello spam: evitate, quindi, l’invio massiccio e frequente di mail settimanali; anche in questo caso, è meglio puntare sulla qualità, rispettando un timing predefinito.
  • I Social Network: dati alla mano, i social media sono fra i luoghi più frequentati del web. Condividere i propri contenuti su Facebook o su Twitter significa, quindi, rendersi visibili a un più vasto pubblico. Qui, potrete rivolgervi agli utenti in maniera più confidenziale, nonché interagire con loro in modo immediato e spontaneo.
  • Community di nicchia: molti forum e gruppi online permettono la condivisione di link, a patto che le risorse ad essi collegate risultino preziose e rilevanti per la community. Evitate, pertanto, un tono palesemente autopromozionale e proponete sempre contenuti pertinenti e di sicuro interesse pubblico.

I ferri del mestiere

Le risorse atte alla diffusione di contenuti sono oggi innumerevoli. Accanto agli strumenti a pagamento, come le pubblicità pay-per-click e i software di inbound marketing, figurano diverse alternative gratuite.

  • Feed RSS: fondamentali, soprattutto per chi è alla prese con pubblicazioni quotidiane, gli RSS comunicano immediatamente ogni aggiornamento ai vostri lettori, senza che debbano periodicamente visitare il vostro sito o blog.
  • Plugin di condivisione: perché non farsi aiutare dagli stessi utenti nella diffusione virale dei propri contenuti? Potreste puntare su un plugin gratuito come AddThis, che permette di implementare all’interno del proprio spazio web una serie di pulsanti per la ricondivisione via Facebook, Twitter, Linkedin e Google+.
  • Diffusione “one-touch”: se state tentando di gestire contemporaneamente più social network, allora potreste prendere in seria considerazione uno strumento come Buffer; quest’ultimo, vi permetterà di condividere i vostri contenuti su più reti sociali, offrendovi la possibilità di programmarne la stessa pubblicazione e monitorarne i risultati.

Prima di concludere, vale la pena di soffermarsi su un’ulteriore considerazione.
Nell’attività di content marketing, definire un piano di lavoro atto alla diffusione di contenuti è certamente una buona pratica, ma altrettanto vero è che, attenersi rigorosamente a uno standard prestabilito, non sempre si rivela proficuo. Testare nuove idee e tecniche originali, così come coinvolgere il pubblico in maniera naturale, rappresenta spesso la migliore arma: una crescita organica e duratura passa di sovente anche dalla spontaneità.

Nuovo Layout e Work in Progress

Buon giorno cari lettori del blog della Softplace. Il 2013 si avvia rapidamente alla conclusione, ed è quasi tempo di “tirare le somme”. Quali sono state le novità più importanti nel campo del SEO, del Web Design e del Web Marketing? Come spesso accade nel concitato clima lavorativo di questo nuovo millennio, le news sono talmente tante che risulta quasi difficile elencarle tutte. Facciamo insieme un brevissimo punto della situazione.

Sembra che (forse si potrebbe dire finalmente, se non fosse per alcune “contraddizioni” che introdurrò tra poco) i contenuti stiano rientrando al centro dell’attenzione. In verità questo – a ben vedere – non è mai cambiato: i contenuti sono sempre stati il vero valore intrinseco del web. “The content is king”, frase quanto mai inflazionata, seguita a ruota dalla domanda: ma chi è “the queen”? Il traffico? La Link Building? Il Social Media Marketing?

Durante la stesura del piano di web marketing del sito CGT Trucks, di cui ci stiamo recentemente occupando in qualità di web agency, abbiamo cercato di porre l’accento su quanto una buona stesura dei contenuti fosse importante, per presentare ai visitatori (possibili clienti) in modo chiaro ed esaustivo la gamma di mezzi (nuovi/usati/noleggio) nel comparto dei veicoli industriali. Si pone però il quesito riguardante la produzione costante di contenuti: come gestire ad esempio un blog aziendale in un settore così specifico? Oppure, come gestire dei profili Social Network (Facebook, Twitter)? Ed infine, come portare traffico “targeted” verso le pagine del sito?

Situazione simile concettualmente, sebbene in tutt’altro settore, per il sito Implantologia Avanzata che fa capo alla Clinica Odontoiatrica Villa di Biella: in questo caso risulta molto interessante il fatto di poter descrivere tramite un blog aziendale i “casi clinici” che si sono susseguiti nel corso degli ultimi anni, in modo da poter esplicare (sia tramite immagini che tramite video) le tecniche di approccio per affrontare patologie complesse e delicate quali la parodontite. Ma come affiancare la scrittura di contenuti ad altre attività volte a portare traffico mirato verso il sito del cliente?

Quali sono dunque i canali di web marketing applicabili – almeno sulla carta – a tutte le tipologie di sito web? Nella nostra esperienza degli ultimi anni abbiamo constatato che non esiste una sola risposta a questa domanda, ma è la combinazione dei seguenti fattori 1. content writing 2. social media marketing 3. link building che fa sì che un sito possa crescere nel tempo e consolidare la propria presenza in rete.

Certamente in alcuni settori non è così semplice riuscire a lavorare a 360° in tutte e tre le direzioni, e risulta più immediata l’applicazione dei fattori succitati quando si parla di un sito personale: nel caso ad esempio di Ilenia Bellezza e del suo blog personale, costruito anche per presentare il primo libro dell’autrice “Oltre il confine”, è indubbiamente più semplice dare una “connotazione personale” ai contenuti presentati (anche perché – obiettivamente – è più immediato scrivere in prima persona).

Il sito e-commerce TermoDiBi è un altro esempio di sito (in questo caso il sito presenta anche una sezione e-commerce dove è possibile ordinare i prodotti) nel quale la questione della stesura dei contenuti pone un interrogativo: come avviare un blog aziendale per descrivere dei prodotti in un settore così specifico? E come avviare dei profili Social Network considerato che si parla di impianti di riscaldamento?

Insomma, il trend attuale content-related con l’affiancamento dei profili Social non è certo di facile applicazione, almeno, non così facile in tutti i settori. Se osserviamo la maggior parte dei profili Twitter più attivi sono quasi tutti orientati alla persona e non orientati all’azienda, anche se ci sono casi interessanti di aziende che stanno portando avanti ottime campagne di brand awareness attraverso Twitter: un esempio viene da @trenitalia e anche da @fsnews_it, aziende che allacciano contatti e relazioni con clienti e prospects attraverso i tweet. Certamente c’è anche da spiegare alle PMI che occorre dedicare delle risorse (interne/esterne) alla gestione della loro presenza in rete attraverso i Social Network, compito non facile per una web agency.

Come si prospetta dunque il 2014? A nostro avviso occorrerà dedicare sempre più tempo e risorse alla fase di promozione di un sito, nella misura in cui se stimiamo un valore di 100 per il design grafico e funzionale di un sito, dobbiamo prevedere (almeno) lo stesso valore di 100 per la promozione del sito stesso, muovendosi nelle tre direzioni principali che abbiamo accennato prima: redazione di contenuti, attività di social networking e costruzione di link (link building).

Nel contempo, abbiamo pensato anche di dare una rinfrescata al nostro design: da oggi potete ammirare la nuova veste grafica del blog, al quale farà seguito il nuovo design grafico del sito istituzionale della Softplace, che comunque prevede anche una completa revisione dei contenuti relativi a servizi/prodotti. A presto.

E-Commerce: la Soluzione alla Crisi?

E-Commerce Soluzione

Nonostante le voci contradditorie che popolano le principali testate giornalistiche (offline e online) sembra che la crisi economica sia (finalmente) diventata un importante punto di riflessione per chi si occupa di gestire attività commerciali online. Probabilmente questo fatto ha portato gli operatori del settore a formulare un certo tipo di pensiero del tipo: “E-Commerce: l’importante è esserci”.

Questa filosofia spicciola (mi si passi il termine) ha determinato il fiorire di numerose soluzioni informatiche, che vanno dal sito “fatto in casa” al sito realizzato con piattaforma E-Commerce “plug & play”, per arrivare a soluzioni completamente custom per coloro che necessitano di esigenze molto particolareggiate.

Devo essere sincero: questo approccio mi lascia un po’ perplesso. Se è vero che da un lato la filosofia del “l’importante è esserci” ha creato nuovi spazi per le web agency, che si trovano a gestire un crescente numero di richieste in tal senso, è anche vero che oggi ci si trova di fronte ad un parco clienti spesso impreparato a gestire correttamente i flussi di un E-Commerce.

Può un sito E-Commerce aiutare in questo momento di crisi? La risposta parrebbe essere uno scontato SI, senza però “improvvisare”: occorre prevedere un project plan accurato, oggi molto più di ieri. Le regole del gioco sono cambiate, anzi, sono in continuo cambiamento, e quindi una web agency deve prepararsi ad affrontare frequenti cambi negli algoritmi SEO che regolano i posizionamenti dei siti web nei motori di ricerca e, tra Panda e Penguin, segnali sociali, Facebook Like e Tweets, traffico organico e traffico PPC (Pay Per Click) il semplice “fatto di esserci” non è più sufficiente a garantire il risultato.

Come stiamo affrontando qui alla Softplace questo importante cambiamento?
Anzitutto, da sempre il nostro intento è quello di offrire ai clienti un software personalizzato per la gestione del proprio sito online. L’applicativo zCMS, giunto con le ultime implementazioni alla versione 3, si pone l’importante (e difficile) obiettivo di restare al passo con i cambiamenti, e di offrire una soluzione flessibile, modulare, e aggiornata con i nuovi cambiamenti algoritmici SEO.

Ecco alcuni esempi di siti E-Commerce su cui stiamo lavorando: www.ilbiscotto.it è un negozio online che propone un prodotto di pasticceria secca di alta qualità, puntando al grande pubblico, sia privato che aziendale. Forte dell’esperienza pluriennale dell’azienda con sede a Biella, il sito si propone con una grafica sobria ma elegante, privilegiando un messaggio di tipo “emozionale” che un dolce di qualità può suscitare. Sulla stessa linea di pensiero un altro sito da poco messo in rete è Idea Piu’: utilizzando lo stesso motore grafico e di E-Commerce, il negozio con sede fisica ad Aosta propone le più disparate idee regalo, come vasi, bicchieri, posate, e oggettistica in genere, accessori e casalinghi di ogni tipo, un vero e proprio store online dedicato alle idee regalo.

In questi esempi citati, la piattaforma zCMS “cambia vestito” e si trasforma – in parallelo al classico gestore di contenuti – in un vero e proprio gestionale online, con strumenti di lavoro in continua evoluzione, che comprendono: gestione completa del catalogo prodotti, gestione delle giacenze di magazzino, scelta del vettore e del tipo di spedizione, gestione multipla delle modalità di pagamento più diffuse (Paypal, bonifico bancario, carta di credito), gestore delle valute monetarie, il tutto integrato da un sistema di reportistica e statistiche interno, che lavorano comunque in congiunzione con Google Analytics e Webmaster Tools.

Un aspetto molto importante, sul quale mi piace soffermarmi un po’ di più, è la gestione delle funzioni SEO integrate alla piattaforma: personalizzazione di titoli e meta-tag pagina per pagina, creazione di “pattern” ripetibili in alcune sezioni, automazione nella generazione di codice SEO-ottimizzato sono alcune delle caratteristiche che rappresentano più un punto di partenza che un punto di arrivo… le “regole del gioco” cambiano così velocemente che occorre “stare sul pezzo” con continuità per modellare il CMS in base ai frequenti cambiamenti algoritmici.

Dopo questa digressione tecnica, ritorno all’interrogativo iniziale: può un sito E-Commerce essere la soluzione alla crisi? Diciamo che – concettualmente – la risposta è SI, in quanto il fatto di aprire un negozio online ad un pubblico virtualmente illimitato è senz’altro un passo importante, e positivo. Occorre comunque considerare molto attentamente i seguenti aspetti, soprattutto per non pensare che avere un negozio online sia di per sé sufficiente:

  • l’aspetto grafico del sito E-Commerce deve tenere conto del pubblico di riferimento: il mercato americano ha gusti, tendenze e necessità molto diverse da quello europeo, e nello specifico il mercato italiano è comunque differente; i messaggi promozionali, le leve persuasive, il posizionamento degli oggetti in pagina, le call-to-action vanno pensate in base al pubblico verso cui ci si interfaccia;
  • occorre un piano di Web Marketing per portare traffico al sito: il traffico sarà tanto più “mirato” quanto più si sceglie accuratamente il mercato verso cui puntare;
  • occorre una strategia di Social Media Marketing: oggi la gente spende molto (troppo?) tempo sui social network, e quindi occorre interagire con i prospettivi clienti nell’ambiente in cui essi gravitano;
  • il traffico PPC (Pay Per Click) è un must have: difficilmente si può pensare ad un sito E-Commerce senza integrare un budget (di qualunque entità) da investire nel settore Paid Search

Naturalmente il mini-elenco qui sopra non ha pretese di esaustività. E’ un semplice mini-vademecum per introdurre l’argomento, sensibilizzando un ipotetico gestore di negozio online verso quelli che sono gli aspetti principali, a mio avviso necessari per avviare – con una certa probabilità di successo – un’attività commerciale online.

Proveremo a tornare sull’argomento per approfondire meglio alcuni punti. Ed ora… si passa all’applicazione pratica!

Promozione aziendale con il Social Media Marketing

Social Media Marketing

Nell’epoca attuale, in cui il Web 2.0 è ormai una realtà consolidata, un’azienda che desideri promuovere la propria attività e farla conoscere ai potenziali clienti non potrà senza dubbio prescindere dal social media marketing. Ma di cosa esattamente tratta questo particolare ramo del marketing moderno? Una definizione univoca di social media marketing è complessa da dare, poiché esso include diverse attività compiute per instaurare un vero e proprio dialogo con i clienti, che porti l’azienda ad avere importanti feedback, utili per migliorare le proprie debolezze e valorizzare i punti di forza.

Sostanzialmente gli strumenti di cui si avvale il social media marketing sono i social network ed i blog. Creando degli eventi, pubblicando sondaggi, fotografie o video e tenendo costantemente aggiornati i potenziali clienti sulle novità, non soltanto dell’azienda stessa, ma anche di tutto il settore di mercato all’interno della quale essa opera, si mira a generare un passaparola. Una diffusione virale di questo tipo, se svolta in maniera efficace, porta risultati ottimi a costi decisamente più ridotti rispetto ad una campagna pubblicitaria tradizionale, conferendo notorietà sempre maggiore al proprio brand.

Per fare social media marketing però, non basta avere buona volontà: è necessario avere delle competenze ben precise. Affidarsi a professionisti del settore è una scelta quasi obbligata per coloro che, pur animati dalle migliori intenzioni, non sono in grado concretamente di operare nel modo giusto. Non basta infatti aprire una pagina su Facebook per mettere in moto un meccanismo efficace, bisogna sapere come coinvolgere i fan, conquistarne nuovi anche tramite campagne di annunci ben targettizzati sullo stesso social network e realizzare testi accattivanti e graditi. Sarà fondamentale, ad esempio, essere aperti al dialogo diretto con i propri fans o followers che siano: un profilo esclusivamente propagandistico, che si limiti a dichiarare la qualità dei propri prodotti cancellando anche le critiche costruttive potrebbe in pochissimo tempo ritorcersi contro gli interessi aziendali, creando l’effetto opposto a quello desiderato.

Costruire un rapporto aperto con i propri clienti è un compito molto delicato: scegliere professionisti competenti in grado di vincere questa sfida si rivelerà uno dei migliori investimenti che un’azienda moderna possa compiere al giorno d’oggi.